Padiglione alla Biennale di Venezia. Architettura come simbolo di apertura e democrazia

L'architettura come manifestazione di una tendenza all'apertura e alla democrazia, rappresentato dall'installazione di un piccolo padiglione di danza, presso Forte Maghera, da parte di uno studio norvegese alla Biennale di Venezia

Il piccolo padiglione di danza, Corte del Forte, rappresenta la tendenza all’apertura e alla democrazia in un luogo, come quello di Forte Maghera, testimone di passati paesaggi politici, economici e militari

L’installazione vuole manifestare l’importanza del ruolo dell’architetto, che è quello di progettare spazi a beneficio dell’umanità, alla portata di tutti e liberi di essere visitati, in un era in cui le strutture di potere, il commercio globale e il nazionalismo del mondo sembrano aver preso il sopravvento

Corte del Fiore è uno spazio libero, vuoto, che si riempie con il pensiero dei visitatori e con le loro azioni. In questo modo gli architetti riescono a cogliere le radici sociali dell’architettura

Un’architettura simbolica che non ha un ruolo di primo piano, ma che fa da sfondo all’uomo, il vero protagonista con il suo agire e con i suoi pensieri

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