Struttura ricettiva in provincia di Vercelli. Legno e pietra tra unità ed armonia

Ad Alagna, in Provincia di Vercelli, è possibile ritrovare abitazioni che ripropongono i caratteri compositivi ed architettonici dei vecchi nuclei Walzer, come l'Alagna Freeride AlpResort grazie allo Studio Pandolfo Boggio Garino Architetti Associati

Il territorio di Alagna Valsesia, anticamente utilizzato come alpeggio, venne colonizzato nel XIII secolo dai Walzer, nel corso di successive migrazioni, popolazione di origini germaniche, che vi costruirono le proprie case e ne fecero un abitato permanente. Il territorio comunale si articola in alpeggi e frazioni nelle quali si respira la tipica atmosfera walser dalla caratteristica architettura della casa in legno di larice

La casa rurale dei Walser in Valsesia, ma in particolar modo ad Alagna, racchiude sotto un unico tetto l’abitazione, la stalla e il fienile, tutte le funzioni quindi sono accentrate nello stesso corpo e composte in un’unica architettura. Di regola la casa è di tre piani: il piano seminterrato comprendeva la sala per la tessitura, la stalla, il soggiorno, la cucina, il locale per la lavorazione del latte, nel sottoscala la legnaia oppure la latrina se non costruita separata dalla casa; il piano rialzato comprendeva le camere da letto ed il loggiato; il primo piano comprendeva il loggiato, il fienile ed il magazzino per i viveri

Ogni parte si integra nell’armonia dell’insieme. Legno e pietra danno un senso di unità all’intero complesso e sono gli stessi materiali della natura che le circonda. La perfetta geometria delle case instaura un ordine classico che si confronta con la natura. Umiltà ed uguaglianza di ciascuno nell’ordine e nel rispetto della comunità intera. Quindi testimonianza di un popolo estremamente e felicemente ordinato

Lo schema geometrico della casa Walser è un quadrato. Nel piano seminterrato le parti perimetrali sono in muratura di pietre, posate generalmente a secco e con lo spessore di circa 60 centimetri. Nei piani superiori la struttura è tutta di legno e circondata da ampi loggiati. Quando la casa si incastra in un ripido pendio il muro a monte rimane di pietra sino al tetto. Il valore estetico di queste case trova massima espressione e conferma nell’insieme di ogni frazione dove tutte le abitazioni si compongono in splendida armonia. Il tetto è quasi sempre a capanna con due falde e sporge ampiamente su tutti i lati della casa. La sporgenza frontale, in alcuni casi, supera anche i tre metri in modo da proteggere dalla caduta della neve la parte anteriore della casa. Salvo eccezioni, le case Walser non hanno scale all’interno. L’accesso ai piani superiori avviene con scale esterne di pietra

La casa Walser, come tutte le case che si trovano nelle regioni ricche di boschi, è costruita prevalentemente in legno; la pietra è utilizzata per il basamento e per le piode del tetto: il rapporto pietra e legno è sicuramente risolto felicemente sia sotto il profilo funzionale che estetico. Il legno impiegato è il larice soprattutto nelle travi e l’abete nei tavolati. La casa Walser presenta una tecnica avanzata e molto interessante denominata Blockbau, vale a dire un modulo cubico ottenuto attraverso l’incastro delle travi; questa struttura poggia sul basamento in muratura e sempre a questa si connette la struttura del loggiato pure basato sull’incastro a Blockbau. Il basamento è realizzato con pietre locali di varie dimensioni; la muratura in pietra, il cui spessore varia da 48 a 60 cm, può essere a secco oppure con interposta, tra una parete e l’altra, malta di calce e sabbia di cave locali Il loggiato è formato da piedritti verticali di legno, le cui parti superiori si restringono a tronco di piramide per incastrarsi nelle travi del tetto. La copertura è di solito a capanna con due falde e presenta una sporgenza molto ampia che serve a proteggere la casa ed il suo intorno

La struttura portante dei solai è costituita da travi orizzontali a forma di T rovesciate, sulle quali sono appoggiate le tavole del pavimento. Esistono numerose località e sentieri che permettono di cogliere gli aspetti naturalistici e architettonico-culturali del territorio. All’attento osservatore non sfuggirà comunque la presenza, in questa architettura walser, di notevoli varianti tra un corpo e l’altro, anche se inserite in uno “stile” preciso: tutto questo esprime ed evidenzia il fatto che il riferimento culturale non è tanto un modello che si ripete passivamente ma piuttosto uno schema concettuale, cioè la riproduzione di una struttura ampiamente sperimentata che subisce o meglio che fa tesoro di altre esperienze e necessità per affrontare le trasformazioni atte a raccogliere le sfide del territorio e del tempo

L’architettura Walser, o meglio l’architettura della “casa della regione alpina centrale “, è frutto di una civilizzazione prettamente rurale e la casa, rispecchiando le basi materiali della vita contadina, è prima di tutto un “laboratorio rurale”, ben differente e più complessa di un’unità abitativa di città: essa, soprattutto, vissuta per l’intera giornata e rispondente ai molteplici usi della vita rurale, si trova ad essere, prima di tutto, il polo di riferimento e di individuazione di una certa azienda di carattere agricolo-pastorale

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PROGETTISTA

DATI PROGETTO

Località: Vercelli, Italia
Tipologia: Ricettivo
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